ALIMENTAZIONE NEI NEONATI PRETERMINE PRIMA E DOPO LE DIMISSIONI: INDICAZIONI GENERALI

01 Ott

Una delle maggiori preoccupazioni dei neo genitori di bimbi pretermine riguarda l’adeguata somministrazione del pasto e i problemi gastrointestinali che possono insorgere.

Riuscire ad allattare un bimbo pretermine non è facile, per questo è importante essere preparati e conoscere i possibili ostacoli. Il tal senso è opportuno che gli operatori neonatali risolvano i dubbi dei genitori durante le visite di follow-up clinico e insegnino loro i metodi e le accortezze da tenere per il corretto sviluppo dei loro piccolini.

Le possibili difficoltà che si possono presentare durante l’allattamento riguardano lo stomaco, che avrà bisogno di essere riempito poco per volta e di frequente, e l’elevato dispendio di energie di cui necessita il bimbo per succhiare. Questo accade perché nei bimbi nati pretermine è assente la coordinazione tra la respirazione e la deglutizione a causa delle piccole dimensioni della bocca e dei muscoli deboli. Il piccolo potrà stancarsi facilmente, iniziare a respirare velocemente e rischiare coliche provocate dall’abbondante ingestione di aria durante la suzione.

COME FACILITARE L’ALLATTAMENTO SIA PRIMA CHE DOPO LE DIMISSIONI DALLA TIN?

In generale, appena dopo il parto, per facilitare l’inizio dell’allattamento al seno, il neonato dev’essere asciugato e messo in contatto pelle a pelle con la mamma. Questo contatto pelle a pelle iniziale deve durare quanto più a lungo possibile, idealmente per almeno un paio d’ore o fino al completamento della prima poppata.

Il primo ostacolo a cui si può andare incontro è la separazione dal bambino: è difficile allattare “da lontano”. Per un buon avvio dell’allattamento è fondamentale che il bambino inizi a poppare subito al seno e costantemente, ma a un neonato ricoverato in Terapia Intensiva questo non accade quasi mai; per questo motivo sarà necessario simulare una richiesta di latte che non c’è.

Inoltre, le madri di neonati prematuri in Terapia Intensiva Neonatale hanno una maggiore probabilità di avere complicazioni durante la gravidanza e il parto in quanto assumono farmaci che possono interferire sull’allattamento al seno o sul latte raccolto. Per questo a volte è necessaria l’integrazione con formule o la richiesta alla banca del latte.

Nei reparti di maternità degli ospedali sono a disposizione dei tiralatte e dopo la dimissione della mamma è indispensabile averne uno a casa e se necessario procurarsi anche dei barattolini nei quali conservare il latte.

Un’altra considerazione importante riguarda la sterilità degli strumenti utilizzati, sia quella dei barattolini che quella degli eventuali biberon e tettarelle utilizzati e dei pezzi smontabili del tiralatte. Uno sterilizzatore a vapore in tal caso è molto indicato e indubbiamente pratico. Non serve invece lavare il seno con detergenti e prodotti speciali: se il capezzolo si irrita, conviene tenerlo scoperto e lasciare asciugare sulla superficie qualche goccia di latte.

La posizione da mantenere durante l’alimentazione del neonato deve essere comoda e rilassata: al seno è preferibile che il corpo del bimbo sia girato verso quello della mamma (pancia contro pancia) e con la bocca ben aperta; al biberon è utile che il bambino abbia capo e tronco allineati e le mani davanti verso il biberon. Lo aiuta essere tenuto ben raccolto e avvolto in una coperta evitando così di sprecare energie nel muoversi.

Durante l’alimentazione il neonato si posiziona sul fianco con capo e corpo allineati così da permettergli un risparmio di energie e più controllo durante il pasto. Attraverso la metodica del Wrapping, si avvolge e si contiene il neonato in posizione flessa con le mani vicino al viso. Questa tecnica può essere usata per facilitare l’alimentazione; si realizza con un telino quadrato dove il neonato viene posizionato di fianco in modo che gli arti superiori e inferiori siano flessi. In questa posizione lo si avvolge prima da una parte e poi dall’altra senza stringere troppo.


1. Foto esemplificativa metodo Baby Wrapping
2. Foto esemplificativa metodo Baby Wrapping